Autosat: il sistema di stoccaggio automatico dei pallet, fino a 13,5 metri di profondità
Una navetta robotizzata si muove dentro un canale di stoccaggio compatto e posiziona o preleva i pallet in autonomia. Ottieni la densità di un drive in con la velocità e la tracciabilità di un sistema automatico, senza il carrellista che entra in profondità nelle corsie.
Progettiamo l’impianto e la struttura portante nei nostri stabilimenti a Bergamo, dimensionati sul tuo pallet e sul tuo flusso.

Quando il sistema di stoccaggio automatico Autosat ha senso
Autosat non è “il drive in, ma automatico, e basta”. È la scelta giusta quando hai grandi volumi di pallet omogenei, cerchi la massima densità e ti serve tracciabilità per ogni unità. E quando i turni di lavoro giustificano l’investimento.
Se i volumi non ci sono, un drive in tradizionale o un portapallet rendono di più: te lo diciamo prima di venderti un impianto.
Come funziona Autosat: la navetta lavora al posto del carrellista in profondità
Il carrellista deposita il pallet all’imbocco del canale; da lì la navetta robotizzata lo trasporta in profondità e lo posiziona, e fa l’inverso al
prelievo.
Il carrello non entra più nelle corsie: meno tempi morti, meno rischi di urto, più densità.
Le configurazioni del sistema Autosat.
FIFO — flusso continuo
Carico e scarico ai due lati opposti del canale. Per prodotti a scadenza e rotazione ordinata (alimentare, freddo).
LIFO — flusso inverso
Carico e scarico dallo stesso lato. Per accumulo e prodotti senza vincolo di rotazione stretto.
Multi-satellite
Più navette assegnabili a canali diversi, per aumentare la produttività e garantire continuità operativa.
Retrofit su drive in esistente
In molti casi si valuta l’inserimento della navetta su una struttura drive in già presente, previa verifica tecnica delle guide.
Dal sopralluogo al collaudo, senza intermediari
Un sistema automatico non parte da un preventivo: parte da una valutazione onesta dei numeri. La struttura portante la produciamo noi; l’integrazione della navetta e del WMS la seguiamo fino al collaudo.
Quello che otteniamo è una catena corta: un solo interlocutore, modifiche gestite in tempo reale, responsabilità chiara su ogni fase.
Conformità e sicurezza di un impianto di stoccaggio automatico
La struttura portante segue le norme UNI EN 15629 (progettazione) e UNI EN 15512 (calcolo), con dimensionamento sismico secondo NTC dove serve. Le norme UNI EN 15635 sulle ispezioni periodiche valgono anche qui, e la parte automatica risponde alle norme di sicurezza macchine.
Impianti Autosat e stoccaggio automatico, raccontati per esteso
Domande frequenti su Autosat e stoccaggio automatico dei pallet
È un magazzino compatto in cui una navetta robotizzata (il satellite) si muove dentro i canali di stoccaggio per posizionare e prelevare i pallet in autonomia. Il carrello elevatore resta all’imbocco: la movimentazione in profondità la fa la navetta.
La struttura compatta è simile, ma nel drive in è il carrellista a entrare nelle corsie, mentre in Autosat lo fa la navetta. Risultato: più velocità, tracciabilità per pallet e meno rischi di urto. Il drive in resta preferibile quando i volumi non giustificano l’investimento nell’automazione.
Autosat conviene quando il drive in crea code di carrelli, fa perdere tracciabilità o richiede tempi di prelievo troppo lunghi, e quando i volumi e i turni giustificano l’investimento. Lo verifichiamo con la valutazione di fattibilità, sui tuoi numeri.
In molti casi sì, è possibile trasformare un drive in esistente in un sistema automatico inserendo la navetta, previa verifica tecnica della struttura e delle guide esistenti. Lo valutiamo in sopralluogo.
La profondità di stoccaggio di Autosat arriva fino a 13,5 m. Altezza e numero di livelli dipendono dal capannone e dal pallet, e si definiscono in fase di progetto.
Il sistema è ridondante: di norma si utilizzano più satelliti che possono essere riassegnati a corsie diverse. L’assistenza tecnica MCT garantisce intervento rapido.


















